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Omicidio di Francesco Rucci, 18 settembre 1981

Il 18 settembre 1981, mentre si recava in macchina presso la casa circondariale di Milano San Vittore dove prestava servizio, il brigadiere Francesco Rucci rimase vittima di un attentato, rivendicato dal Nucleo di comunisti. All'omicidio parteciparono almeno quattro terroristi, che prima costrinsero il brigadiere a fermarsi e poi gli spararono uccidendolo. Il fatto - in relazione al quale furono inquisiti militanti della eversione di sinistra già appartenenti a Prima linea - fu collegato al clima di tensione allora esistente nell'istituto penitenziario milanese. La validità della pista seguita venne confermata anche da un volantino nel quale si diceva che il brigadiere era stato "giustiziato" per la attività «al primo raggio di San Vittore ... braccio famigerato per le torture a cui i boia costringono le avanguardie comuniste prigioniere». D'altronde, il "fronte carceri" era da sempre nel mirino da parte dei gruppi estremisti che, in quel settore, avevano spesso individuato le loro vittime.