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L'attentato a Mario Cancello e Luigi Carbone, 27 aprile 1981

Il mattino del 27 aprile 1981, a Torre del Greco (NA), alcuni giovani sequestrarono Ciro Cirillo (assessore regionale della Democrazia cristiana e presidente del Comitato per la ricostruzione delle zone terremotate), uccisero l'autista, il brigadiere di pubblica sicurezza addetto alla tutela e ferirono il segretario. L'agguato avvenne mentre la vettura dell'assessore usciva dal garage. Il primo a cadere fu il brigadiere Luigi Carbone, colpito a morte mentre si accingeva a chiudere la saracinesca; subito dopo fu assassinato l'autista Mario Cancello che cercò inutilmente di reagire. Dopo aver colpito alle gambe il segretario dell'assessore, il commando caricò Ciro Cirillo su un furgone e si allontanò rapidamente. In serata le Brigate rosse rivendicarono l'attentato e il rapimento con una telefonata alla redazione del «Secolo XIX». L'assessore Cirillo sarà rilasciato quasi tre mesi dopo, il 23 luglio 1981. Dai comunicati fatti pervenire dalle Br durante il sequestro emergerà che questo era stato voluto per «far conoscere a tutto il proletariato ruoli, responsabilità ... politiche» del «Partito-regime Dc» e per ottenere la requisizione di abitazioni necessarie «alle famiglie che stanno nelle roulottes» in Campania dal terremoto del 23 novembre 1980. I processi accerteranno che l'agguato e il sequestro erano stati organizzati e compiuti da esponenti dell'organizzazione terroristica che li aveva rivendicati e, in particolare, dagli appartenenti alle Brigate rosse-Partito della guerriglia (Br-Pg), gruppo costituitosi dopo l'arresto del massimo dirigente delle Br (avvenuto il 4 aprile 1981) e che accorpava la "colonna" napoletana delle Br e il Fronte carceri.

 

Vittime:

- Mario Cancello
- Luigi Carbone