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L'attentato a Enea Codotto e Luigi Maronese, 5 febbraio 1981

A Padova, il 5 febbraio 1981, l'equipaggio di un automezzo del Nucleo operativo e radiomobile composto dall'appuntato Enea Codotto e dal carabiniere Luigi Maronese, sorprese alcune persone che stavano recuperando armi e munizioni precedentemente occultate nel "canale scaricatore" del quartiere Bassanello. Vistisi scoperti, i malviventi aprirono il fuoco contro l’ equipaggio dei Carabinieri. Codotto, benché ferito, riuscì a colpire uno di essi procurandogli gravi ferite. Ulteriormente attaccato, cadde privo di vita. Fu colpito mortalmente anche il carabiniere Maronese che aveva sostenuto l'azione del suo collega. Dalle indagini emerse che gli autori del fatto erano stati alcuni terroristi del gruppo di estrema destra denominato Nuclei armati rivoluzionari (Nar). Il comportamento dei due militari consentì l'identificazione e l'arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo e di fiancheggiatori appartenenti alla delinquenza comune, nonché il recupero di un notevole quantitativo di armi, munizioni, esplosivi e documenti. Il terrorista ferito risultò essere uno dei latitanti di spicco della formazione terroristica. Da tempo era ricercato come autore di gravi reati, quali gli omicidi del magistrato Mario Amato e degli agenti Maurizio Arnesano e Francesco Evangelista.

 

Vittime:

- Enea Codotto
- Luigi Maronese