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Omicidio di Luca Perucci, 6 gennaio 1981

Luca Perucci, studente universitario militante dell'organizzazione di estrema destra Terza posizione, fu ucciso sotto gli occhi della madre e degli zii da due giovani terroristi con un colpo di pistola alla testa. Poco dopo pervennero a tre quotidiani telefonate di identico tenore: «Qui i Nar. Abbiamo chiuso per sempre la bocca al delatore Perucci». Perucci era stato sentito dai magistrati di Roma e Bologna nell'ambito di alcuni procedimenti per delitti associativi, per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 e per l'omicidio del magistrato Mario Amato. Il timore dei Nar era che Perucci avesse voluto "chiudere" con la violenza e che avesse fornito informazioni agli inquirenti. I processi accerteranno che il fatto era stato organizzato e commesso da esponenti del gruppo terroristico che lo aveva rivendicato. I processi accerteranno anche che con l'omicidio di Perucci i terroristi vollero accelerare la "campagna di annientamento" di chi, offrendo la propria disponibilità a collaborare con le forze di Polizia, aveva scelto di recidere antichi legami di amicizia o di simpatia politica o, addirittura, di complicità con appartenenti al gruppo criminale. In questo quadro si collocheranno, oltre all'omicidio di Marco Pizzari (30 settembre 1981), quelli di Ermanno Buzzi (13 aprile 1981), Giuseppe De Luca (31 luglio 1981), Mauro Mennucci (8 luglio 1982), Carmine Palladino (10 agosto 1982).