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La strage alla stazione di Bologna, 2 agosto 1980

Alle 10.25 di sabato 2 agosto 1980, un ordigno ad altissimo potenziale esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria di Bologna. L'esplosione provocò il crollo della struttura sovrastante le sale d'aspetto e di trenta metri della pensilina. Investì anche due vetture di un treno in sosta al primo binario. Le conseguenze dell'esplosione furono di terrificante gravità anche a causa dell'affollamento della stazione in un giorno prefestivo di agosto. Rimasero uccise ottantacinque persone; oltre duecento furono ferite. La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, giunto nel pomeriggio a Bologna, affermò: «Siamo di fronte alla impresa più criminale che sia avvenuta in Italia, al più grave attentato dell'Italia repubblicana». Quel giorno cominciò anche una delle più difficili indagini della storia giudiziaria. Il bilancio giudiziario dell'attentato consta di 27 anni di processi, l'ultimo dei quali si è concluso nell'aprile 2007. Risulta tuttora aperto un ulteriore filone dell'indagine.

Per la strage sono stati condannati in via definitiva tre appartenenti a un gruppo della destra eversiva, che in quegli anni erano stati autori, coautori o complici di omicidi terroristici quali quelli del magistrato Mario Amato e degli agenti di Polizia Maurizio Arnesano e Francesco Evangelista. Dalle sentenze emerge il delirante progetto perseguito da quel gruppo e da altri a esso contigui. Si intendeva portare avanti una «lotta nazionale rivoluzionaria volta a disarticolare il sistema», ricorrendo a forme di terrorismo «sia indiscriminato che contro obiettivi ben individuati»: forme che, «contando sulla impressione prodotta sia sul nemico che sulle forze almeno in parte favorevoli» avrebbero potuto - secondo i terroristi - determinare «quasi automaticamente un estendersi della lotta armata». Si legge nelle sentenze che il progetto indicato è esposto in un documento stilato da un altro terrorista di estrema destra nei cui confronti, appena due giorni prima, era stata depositata ordinanza di rinvio a giudizio per la strage sul treno Italicus del 22 maggio 1974, e che con i giovani che sarebbero stati condannati per la strage alla stazione aveva «non solo piena consonanza ideologica, ma anche familiarità».

Le sentenze a carico degli appartenenti alla destra eversiva hanno messo in evidenza anche le responsabilità relative a una «programmata azione di depistaggio opportunamente predisposta e inserita in una complessa strategia» posta in essere fin dall'agosto 1980 e culminata il 13 gennaio 1981 con la collocazione di una valigia contenente armi ed esplosivo sul treno Taranto-Milano. Le sentenze, anch'esse definitive, hanno addebitato ad appartenenti ad associazioni segrete e ai servizi di informazione per la sicurezza di aver tenuto, per finalità terroristico-eversive, condotte tese ad «accreditare la ipotesi della riferibilità della strage del 2 agosto 1980 ad organizzazioni internazionali offrendo agli inquirenti, in maniera subdola e indiretta, artificiose e suggestive indicazioni, aventi tutte una costante e immutata connotazione: quella di screditare la riferibilità della strage ad un'autonoma decisione di gruppi terroristici organizzatisi in Italia, nell'area della destra eversiva».

I documenti giudiziari in Fonti Italia repubblicana

 

Vittime:

- Natalia Agostini in Gallon
- Vito Ales
- Mauro Alganon
- Maria Idria Avati
- Rosina Barbaro
- Nazzareno Basso
- Euridia Bergianti
- Katia Bertasi
- Francesco Betti
- Paolino Bianchi
- Verdiana Bivona
- Argeo Bonora
- Anna Maria Bosio in Mauri
- Irene Breton
- Viviana Bugamelli in Zecchi
- Sonia Burri
- Davide Caprioli
- Velia Carli in Lauro
- Flavia Casadei
- Mirco Castellaro
- Antonella Ceci
- Franca Dall’Olio
- Roberto De Marchi
- Francesco Cesare Diomede Fresa
- Vito Diomede Fresa
- Antonino Di Paola
- Mauro Di Vittorio
- Brigitte Drouhard
- Berta Ebner
- Lina Ferretti
- Mirella Fornasari
- Angela Fresu
- Maria Fresu
- Enrica Frigerio in Diomede Fresa
- Roberto Gaiola
- Pietro Galassi
- Manuela Gallon
- Eleonora Geraci in Vaccaro
- Francesco Gomez Martinez
- Carla Gozzi
- Andrew John Kolpinski
- Vincenzo Lanconelli
- Francesco Antonio La Scala
- Pier Francesco Laurenti
- Salvatore Lauro
- Umberto Lugli
- Eckhardt Maeder
- Kai Maeder
- Elisabetta Manea ved. De Marchi
- Maria Angela Marangon
- Rossella Marceddu
- Angelina Marino
- Domenica Marino
- Leoluca Marino
- Amorveno Marzagalli
- Carlo Mauri
- Luca Mauri
- Patrizia Messineo
- Katherine Helen Mitchell
- Loredana Molina
- Antonio Montanari
- Nilla Natali
- Lidia Olla
- Giuseppe Patruno
- Vincenzo Petteni
- Angelo Priore
- Roberto Procelli
- Pio Carmine Remollino
- Gaetano Roda
- Margret Rohrs in Maeder
- Romeo Ruozi
- Vincenzina Sala
- Anna Maria Salvagnini in Trolese
- Sergio Secci
- Iwao Sekiguchi
- Salvatore Seminara
- Silvana Serravalli
- Mario Sica
- Angelica Tarsi
- Marina Trolese
- Vittorio Vaccaro
- Fausto Venturi
- Rita Verde
- Onofrio Zappalà
- Paolo Zecchi