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Omicidio di Francesco Evangelista, 28 maggio 1980

Verso le 8.10 del 28 maggio 1980, mentre era in servizio di vigilanza al Liceo classico "Giulio Cesare" di Roma, il brigadiere di Pubblica sicurezza Francesco Evangelista (detto "Serpico") venne ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco esplosi da un gruppo di terroristi appartenenti all'organizzazione eversiva di estrema destra Nuclei armati rivoluzionari (Nar). Gli altri due componenti dell'equipaggio furono feriti. Rimase ferito anche uno degli attentatori. I terroristi si impossessarono dell'arma di un agente e della radio portatile in dotazione all'equipaggio. L'azione era volta a «ridicolizzare la militarizzazione del territorio». L'agguato si inserì in quel progetto "rivoluzionario" che i Nar avevano intrapreso e che li aveva già condotti a uccidere l'agente di Pubblica sicurezza Maurizio Arnesano, e che si sarebbe successivamente sviluppato, tra l'altro, con l'attentato al magistrato Mario Amato, con altri attentati a esponenti delle forze dell'ordine (come l'agente Ciro Capobianco, il carabiniere Romano Radici, il capitano Francesco Straullu, l'agente Ciriaco Di Roma), e con gli omicidi di soggetti da loro ritenuti dei "traditori" (come Francesco Mangiameli, Luca Perucci, Marco Pizzari). Gli esponenti dei Nar che saranno condannati per l'agguato davanti al Liceo "Giulio Cesare" e l'omicidio di Francesco Evangelista verranno ritenuti responsabili anche della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.