Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

 
Servizio Archivistico Nazionale
 

Rete degli archivi 'per non dimenticare'

 
cerca nel portale
 

Omicidio di Carmine Civitate, 18 luglio 1979

A Torino, poco dopo le 18 del 18 luglio 1979 due giovani, scesi da una vettura parcheggiata davanti al bar di Carmine Civitate in via Veronese a Torino, entrarono nel locale ed esplosero tre colpi di arma da fuoco che colpirono il gestore alla fronte e al petto, uccidendolo. Poco dopo il delitto, la formazione eversiva di estrema sinistra Prima linea fece pervenire la sua rivendicazione al quotidiano «La Stampa». In essa si affermava che l’omicidio di Civitate era stato originato dalla volontà di vendicare la morte di due compagni che il 28 febbraio di quello stesso anno erano stati uccisi nel bar in un conflitto a fuoco con la Polizia. Nel corso del processo, concluso con la condanna dei responsabili - di fatto appartenenti al gruppo che aveva rivendicato l’attentato - emergerà però che Civitate non aveva segnalato alla Polizia la presenza nel bar di persone sospette e che aveva rilevato l’esercizio commerciale solo dopo la uccisione dei due terroristi. Per vendicare i due compagni uccisi, Prima linea aveva organizzato o istigato in quei mesi anche gli attentati nei quali trovarono la morte Emanuele Iurilli e Graziella Fava.