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Omicidio di Girolamo Tartaglione, 10 ottobre 1978

Il magistrato Girolamo Tartaglione fu ucciso a Roma, poco dopo le 14 del 10 ottobre 1978, mentre stava rientrando a casa dal Ministero della giustizia, presso il quale era direttore generale degli Affari penali, e nel quale era già stato capo di un ufficio della Direzione degli Istituti penitenziari. Le Brigate rosse ne rivendicarono l'assassinio con un volantino recapitato alla sede romana del «Corriere della Sera». Al pari di quel che era accaduto nel febbraio dello stesso anno per l'omicidio del magistrato Riccardo Palma, anche quello di Tartaglione fu organizzato e compiuto da una struttura delle Brigate rosse dedita alla individuazione e alla eliminazione di quei magistrati che, specie nel settore penitenziario e della gestione della pena, tendevano a proporre discipline in linea con i principi fondamentali dello Stato democratico. L'omicidio si inserì nella «campagna contro il trattamento carcerario dei prigionieri politici», descritta con riferimento all'omicidio di Girolamo Minervini.