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Omicidio di Antonio Esposito, 21 giugno 1978

Antonio Esposito fu ucciso a Genova il 21 giugno 1978 in un agguato tesogli da terroristi che lo avevano seguito sull'autobus e che lo colpirono mortalmente con numerosi colpi di pistola quando scese dal mezzo pubblico per dirigersi al suo ufficio nel Commissariato di Nervi (GE). Qui Esposito era stato trasferito dopo aver svolto per lunghi anni complesse indagini sul terrorismo, che avevano consentito di istruire l'importante processo contro il "nucleo storico" delle Brigate rosse, celebrato a Torino. Un processo che le Brigate rosse non intendevano permettere fosse celebrato e che le aveva indotte a uccidere l'avvocato Fulvio Croce (presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torino), il 28 aprile 1977, il vicedirettore del quotidiano «La Stampa» Carlo Casalegno (aggredito il 16 novembre 1977 e morto il 29 novembre) e due collaboratori del commissario Esposito, il maresciallo Rosario Berardi, il 10 marzo 1978 e il brigadiere Giuseppe Ciotta, il 12 marzo 1977.