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Omicidio di Franco Battagliarin, 21 febbraio 1978

A Venezia, all'alba del 21 febbraio 1978, la guardia giurata Franco Battagliarin, in servizio presso la sede veneziana del quotidiano «Il Gazzettino», notò su un gradino esterno al palazzo un congegno e si avvicinò per rimuoverlo. In quello stesso istante l'ordigno esplose uccidendo la guardia giurata. L'attentato fu rivendicato dalla organizzazione eversiva di destra Ordine nuovo. I successivi accertamenti consentiranno di stabilire che l'innesco dell'esplosivo - chiuso all'interno di una pentola a pressione per aumentarne la potenzialità deflagratrice - presentava, quale temporizzatore, una sveglia della stessa marca abitualmente utilizzata da Ordine nuovo per gli attentati che a esso erano stati attribuiti fin dal 1969. Le indagini non hanno permesso a tutt'oggi di pervenire alla identificazione dei responsabili dell'attentato pur se dichiarazioni acquisite durante l'istruttoria hanno fornito riscontro alle originarie ipotesi investigative.