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Morte di Giuseppe Santostefano, 31 luglio 1973

Il 31 luglio 1973, a Reggio Calabria, durante un comizio del Pci, si verificarono dei tafferugli tra militanti comunisti e sostenitori di Reggio capoluogo. In questa occasione morì Giuseppe Santostefano, commerciante di 50 anni e simpatizzante missino. Fu denunciato per omicidio preterintenzionale, con la testimonianza diretta di alcuni membri delle forze dell'ordine, un infermiere, sindacalista della Cgil, che avrebbe spinto Santostefano, facendolo cadere sul selciato. La vittima morì per emorragia cerebrale dopo qualche ora dal ricovero in ospedale. L'episodio fu oggetto di un acceso dibattito alla Camera. Considerato dai neofascisti la quarta vittima civile della rivolta, si può certo considerare vittima di ostilità ideologiche insolite per il contesto reggino. Si tratta, infatti, dell'episodio più grave di una lunga sequenza di scontri tra attivisti di opposte tendenze politiche che a fine anni Sessanta erano decisamente lievi e circoscritti, ma che la rivolta per il capoluogo del 1970-1971 aveva reso frequenti e violenti.