Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

 
Servizio Archivistico Nazionale
 

Rete degli archivi 'per non dimenticare'

 
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1992

 
 
 
 

4 gennaio 1992 Omicidio di Salvatore Aversa e di Lucia Precenzano. A Lamezia Terme (Catanzaro), sono uccisi il sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa, impegnato da anni in indagini sulla 'ndrangheta, e la moglie Lucia Precenzano.

22 gennaio 1992 Omicidio di Antonio, Vincenzo e Salvatore Spartà. A Randazzo (Catania), sono uccisi il pastore Antonino Spartà e i figli Vincenzo e Salvatore. Si erano rifiutati di pagare una tangente. Le loro tombe saranno più volte profanate.

Febbraio 1992 Omicidio di Salvatore Mineo. A Bagheria (Palermo), è ucciso il commerciante di abbigliamento Salvatore Mineo, che si sarebbe ribellato al racket.

12 febbraio 1992 Omicidio di Fortunato Arena e di Claudio Pezzuto. A Pontecagnano Faiano (Salerno), durante un controllo a un posto di blocco, vengono uccisi i carabinieri Fortunato Arena e Claudio Pezzuto.

12 marzo 1992 Omicidio di Salvo Lima. A Mondello (Palermo), è ucciso Salvo Lima, eurodeputato della Democrazia cristiana, leader della corrente andreottiana in Sicilia.

4 aprile 1992 Omicidio di Giuliano Guazzelli. Ad Agrigento, è ucciso il maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli. Aveva condotto indagini sulla mafia in collaborazione con il magistrato Rosario Livatino. Era considerato un archivio vivente della mafia dell'Agrigentino.

21 aprile 1992 Omicidio di Paolo Borsellino. A Lucca Sicula (Agrigento), è ucciso l'imprenditore Paolo Borsellino. Gestiva un'impresa di movimento terra e con il padre Giuseppe (ucciso il 17 dicembre successivo) aveva fondato una piccola impresa di calcestruzzi. Si era opposto alla richiesta di mafiosi della zona di cessione di quote aziendali.

23 maggio 1992 Strage di Capaci. Sull'autostrada Palermo-Punta Raisi, nei pressi di Capaci (Palermo), una carica di esplosivo uccide il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani. Falcone, dopo essere stato giudice a Trapani e giudice istruttore e procuratore aggiunto a Palermo, imponendosi come uno dei magistrati più impegnati e competenti nelle indagini antimafia, impossibilitato a continuare il suo lavoro dopo lo smantellamento del pool antimafia, si era trasferito a Roma con l'incarico di Direttore generale degli Affari penali presso il Ministero di grazia e giustizia ed era candidato alla carica di procuratore nazionale antimafia. Sono stati condannati come mandanti alcuni capimafia facenti parte della cupola. Rimane irrisolto il problema dei mandanti esterni.

12 luglio 1992 Omicidio di Egidio Campanello e di Luigi Sapio. A Villa di Briano (Caserta), sono uccisi, in una sparatoria tra la folla e in un agguato contro un camorrista, Egidio Campanello e Luigi Sapio.

19 luglio 1992 Strage di via D'Amelio. A Palermo, in via D'Amelio, un'autobomba uccide il magistrato Paolo Borsellino, gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. Borsellino aveva fatto parte del pool antimafia, era stato procuratore presso il Tribunale di Marsala, aveva denunciato lo smantellamento del pool antimafia ed era tornato a lavorare presso il Tribunale di Palermo. Dopo la morte di Falcone era stato fatto il suo nome per la carica di procuratore nazionale antimafia. Condannati come esecutori e come mandanti uomini e capi di Cosa nostra.

26 luglio 1992 Suicidio di Rita Atria. A Roma, si suicida Rita Atria, una ragazza di 17 anni, figlia di un capomafia di Partanna (Trapani). Dopo l'uccisione del padre e del fratello, Rita aveva collaborato con la giustizia, assieme alla cognata Piera Aiello, rompendo con la madre. Si era rivolta a Paolo Borsellino, con cui aveva stabilito un rapporto filiale. La morte del magistrato, nell'isolamento del regime di protezione, la getta nello sconforto e la induce al suicidio.

27 luglio 1992 Omicidio di Giovanni Lizzio. A Catania, è ucciso l'ispettore di polizia Giovanni Lizzio. Responsabili del delitto i mafiosi della famiglia Santapaola.

6 agosto 1992 Strage di Villa Literno. A Villa Literno (Caserta), alcuni killer uccidono in un'officina meccanica Antonio Diana, titolare, Nicola Palumbo, anch'egli meccanico, e, per errore, Antonio Di Bona, un contadino che al momento dell'agguato attendeva la riparazione del proprio trattore.

28 settembre 1992 Omicidio di Paolo Ficalora. A Castellammare del Golfo (Trapani), è ucciso il capitano di marina in pensione Paolo Ficalora. Aveva ospitato nel suo residence, senza conoscerne l'identità, l'ex collaboratore di giustizia Salvatore Contorno.

14 ottobre 1992 Omicidio di Pasquale Di Lorenzo. A Porto Empedocle (Agrigento), è ucciso il sovrintendente di Polizia penitenziaria Pasquale Di Lorenzo. Si è accusato dell'omicidio il collaboratore di giustizia Alfonso Falzone; mandante sarebbe stato Totò Riina che voleva dare un "segnale" contro il carcere duro e avrebbe ordinato di uccidere un agente di custodia per provincia.

6 novembre 1992 Omicidio di Giovanni Panunzio. A Foggia, è ucciso l'imprenditore edile Giovanni Panunzio. Si era opposto al racket e aveva fatto arrestare gli estorsori.

10 novembre 1992 Omicidio di Gaetano Giordano. A Gela (Caltanissetta), è ucciso il commerciante Gaetano Giordano, che si era opposto alle richieste estorsive. Rimane ferito nell'attentato il figlio Massimo.

17 dicembre 1992 Omicidio di Giuseppe Borsellino. A Lucca Sicula (Agrigento), ucciso Giuseppe Borsellino, padre dell'imprenditore Paolo, ucciso il 21 aprile. Aveva rivelato alla magistratura i nomi dei mandanti e degli esecutori dell'omicidio del figlio e aveva ricostruito gli intrecci tra mafia, affari e politica nell'Agrigentino.