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Dalla strage dell'Italicus alla strage di Bologna: la strategia eversiva interna e internazionale di apparati istituzionali, massoneria e destra neofascista
Leonardo Grassi

Ha ricoperto diversi ruoli in magistratura, a Trieste, Bologna, Montepulciano e Siena. Per oltre dieci anni si è occupato di terrorismo nell’ambito di istruttorie sulla strage del 2 agosto 1980 e su quella del treno Italicus del 4 agosto 1974. Fa parte del comitato consultivo della Presidenza del Consiglio sulla desecretazione e il versamento agli Archivi di Stato degli atti relativi a fatti di terrorismo stragista.

2016

Mentre sono tuttora in corso gli ultimi procedimenti relativi al terrorismo stragista degli anni che vanno dal 1969 al 1980 - si tratta per quanto a mia conoscenza di un’u lteriore istruttoria per la strage di Brescia e di un’indagine su varie ipotesi di reato sollecitata dai famigliari delle vittime della strage del 2 agosto del 1980 -  hanno già iniziato a svilupparsi studi storici sul terrorismo stragista di quegli anni.
La distanza temporale dai fatti è ormai sufficiente perché lo storico subentri al giudice, anche se alcuni profili dello stragismo appaiono ancora di attualità, specie con riferimento agli episodi più recenti ed alle connessioni che questi possono avere, e che in qualche modo si intravedono, con le successive stragi di mafia.
Nel consegnare allo storico il lavoro del giudice ritengo utile segnalare quali siano, almeno secondo la mia esperienza, le principali fonti cui si potrà attingere per una ricerca sul fenomeno, fenomeno che è stato consapevolmente mantenuto, per le ragioni che si diranno fra breve, in una preordinata condizione di opacità superata soprattutto grazie al lavoro di alcuni giudici.
Le fonti, quindi, sono principalmente giudiziarie. 
Nell’ambito dei processi, infatti sono state acquisite fonti documentali quali i programmi e i manuali di guerra non ortodossa, o guerra a bassa intensità, che hanno ispirato la strategia stragista come mezzo di contrasto al comunismo, quali i documenti delle centrali di intelligence statunitensi che propugnavano la guerra al comunismo a qualsiasi costo,  quali i documenti programmatici degli eversori operativi ai diversi livelli, dai piani di colpo di Stato o di riforma autoritaria della Costituzione ai documenti esaltanti il valore della lotta armata ed in alcuni casi del terrorismo indiscriminato. Sono stati acquisiti inoltre giornali e pubblicazioni clandestine, «Fogli d’Ordine», «Quex», ad esempio, redatti dai gruppi extraparlamentari di destra coinvolti nello stragismo o ad esso contigui.
Fra le fonti documentali vanno ricordati poi, ovviamente di ben diversa natura dalle precedenti, i rapporti, le informative di Polizia giudiziaria, i verbali di perquisizione e sequestro con i relativi allegati spesso consistenti in appunti agende, rubriche rinvenuti presso i soggetti perquisiti e sui quali talvolta il giudice ha effettuato valutazioni ed indagini.

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Dalla strage dell'Italicus alla strage di Bologna
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